La canapa ha trovato terreno fertile in Romania molti secoli fa. Infatti, nelle campagne rumene, le famiglie di contadini e agricoltori coltivavano la pianta della canapa utilizzando tecniche e metodi di lavorazione che sono stati tramandati di generazione in generazione, dando vita a un ricco bagaglio culturale.

Rinomata per la sua qualità, la canapa tessile rumena è diventata ben presto una risorsa economicamente importante per il Paese. Tuttavia, la politica di proibizionismo quasi mondiale che è stata estesa a tutta la pianta della Cannabis Sativa L., si è fatta sentire anche in Romania, portando ad un rapido declino della produzione di canapa tessile, senza arrivare però ad un totale abbandono.

Il sempre crescente interesse per le fibre naturali e la riscoperta della canapa tessile come un tessuto ecosostenibile e versatile, ha riacceso la produzione di canapa tessile in Romania, rendendola protagonista di un movimento che appunta a sfruttare tutte le sue potenzialità e benefici che ha da offrire.

Un viaggio nel passato: la storia della canapa tessile in Romania

Fin dai tempi antichi, la popolazione della Romania si è dedicata alla coltivazione storica della canapa tessile e alla sua lavorazione per produrre tessuti resistenti e robusti. Alcuni dei ritrovamenti più antichi sono i semi di canapa che sono stati riportati alla luce durante gli scavi nella regione d’Oneçti in Romania. Secondo gli esperti la coltivazione di questi semi risale alla cultura neolitica Cucuteni B, del VII-VI millennio a.C. A riportare questa antica storia è lo storico greco Erodoto, uno studioso che ha menzionato la produzione di canapa da parte delle popolazioni vicine alla Dacia e alla Scizia fin dai tempi antichi. [1]

La scoperta dei reperti storici però non finisce qui. Alcuni semi di canapa sono stati ritrovati nella tomba risalente alla cultura neolitica Kurgan nei pressi di Gurbăneşti, un villaggio distante una cinquantina di chilometri a est di Bucarest, in Romania, e datati attorno al 1700 a.C. [1]

Anche durante il periodo medievale, la gran maggior parte delle case contadine o dei manieri avevano a disposizione delle piantagioni di canapa, con l’obiettivo principale di ricavarne la fibra necessaria per la produzione di tessuti o capi d’abbigliamento di varia natura. In Età Moderna, invece, la Romania è diventata un importante produttore della canapa tessile che molto spesso veniva commercializzata per produrre equipaggiamenti militari. [2]

Nonostante il forte proibizionismo mondiale, la popolarità della canapa tessile in Romana non è mai del tutto scomparsa. Prima del 1989, la Romania era riuscita a posizionarsi come principale produttore di fibra di capanna tessile in Europa diventando il quarto esportatore a livello mondiale con i suoi 50.000 ettari di terra coltivata. Infatti, durante i primi anni 90’ il paese è diventato famoso in tutto il mondo per la sua produzione di canapa tessile. [2]

Dopo la caduta del regime Ceaușescu, nello stato si è dato inizio a un processo di privatizzazione che ha portato alla vendita della gran maggior parte dei terreni adatti alla coltivazione della canapa. Questi terreni sono stati acquistata dalle grandi aziende olandesi e nordamericane in fase di delocalizzazione.

Nel 1995 però, la produzione della canapa tessile ha subito un notevole declino, prevalentemente per due ragioni. Da un lato, vi sono state delle politiche amministrative inadeguate, e dall’altro lato invece, il proibizionismo mondiale, che classificava erroneamente anche la canapa industriale come uno stupefacente, ha avuto sopravvento. Per queste ragioni, gli agricoltori ed i produttori locali sono stati obbligati a richiedere numerosi tipi di autorizzazioni per poter coltivare e lavorare la canapa dentro il territorio nazionale. Questo processo burocratico, spesso troppo lungo, ha ulteriormente rafforzato l’abbandono della industria, già fortemente segnato. [2]

Un passo in avanti verso il futuro

A cercare di far ritornare la produzione della canapa tessile al suo antico splendore è stato il Museo Nazionale Contadino Rumeno che nel mese di giugno del 2021 ha organizzato il primo evento multidisciplinare centrato sulla pianta della canapa.

L’incontro ha proposto una mostra d’arte che documentava per filo e per segno la produzione storica di questa fibra naturale nel paese, includendo la presentazione di installazioni artistiche, performance, conferenze e dibattiti sull’economia circolare, un aspetto fondamentale quando si parla di canapa tessile. Infatti, i recenti studi dimostrano come la pianta di Cannabis Sativa L. sia in grado di catturare ed imprigionare una notevole quantità di CO2. [3]

L’incontro, a mio avviso, più interessante per il settore è decisamente la mostra “Canapa -ritorno al futuro” allestita in collaborazione con UniCredit Bank. L’evento non solo ha introdotto al pubblico la lunga tradizione della produzione di canapa tessile in Romania, ma ha anche mostrato tutti i segni della rinascita di questo settore in particolar modo grazie alla sua versatilità. Infatti, al giorno d’oggi la canapa non solo può essere usate per la creazione di vestiti ma anche per dare un nuovo impulso al design sostenibili in tutti i suoi settori combinandosi con l'economia circolare. [2]

Questa mostra è diventata un esempio chiaro di quali sono i passi da seguire per promuovere la rinascita della canapa in Romania. Con questo chiaro proposito in mente, il Museo Nazionale Contadino Rumeno ha proposto al pubblico la performance dell'artista internazionale Mircea Cantor, vincitore del Premio Marcel Duchamp. Il museo ha invitato la conservatrice emerita del Metropolitan Museum of Art di New York, direttrice e comproprietaria del Museo del Tessuto di Băița, Florica Zaharia, che ha presentato la storia della canapa in Romania e Giappone. A concludere l’evento è stato Oláh Gyárfás, artista contemporaneo e designer del marchio PATZAIKIN che ha raccontato la storia del suo brand ed il suo impegno nel riportare la canapa tessile nel nostro vestiario quotidiano.

Barajul Drăgan-Floroiu, Lunca Vişagului, Romania, Foto di paul mocan su Unsplash

Antichi saperi rivisitati in chiave moderna

La proposta curatoriale della mostra è stata avanza da Teodor Frolu che ha voluto offrire al pubblico un'esperienza immersiva dove le forme artistiche multidisciplinari aiutassero a presentare la documentazione sulla coltivazione, lavorazione e commercio della canapa sul suolo Romani. Ciò che si voleva ottenere era una proposta culturale che potesse raccontare ai visitatori l’intreccio millenario dei saperi sulla canapa tessile con le nuove pratiche di produzione. È per questo che nella mostra si presentavano sia i modi di lavorazione utilizzati nel passato nelle case tradizionali rumene, sia gli esempi di industrie moderne che permettono di sviluppare il settore e fomentare la crescita economica sostenibile della comunità locale. [4]

Una delle fonti d’ispirazione per la mostra è stata la tradizionale catena di produzione delle case rumene che si occupavano della coltivazione della pianta di canapa per poi lavorarla fino ad ottenere la fibra necessaria per la creazione di vestiti e tessuti in generale. La necessità, in quel tempo, era non sprecare nulla di ciò che la pianta aveva da offrire; un modello produttivo che oggi giorno è portato avanti dall’economia circolare sostenibile. Valorizzare questo tipo di filiera produttiva ha portato il Museo a creare il primo cluster di canapa in Romania CANEPARO che permette di apprezzare l’importanza dell’inserzione della canapa tessile come motore economico per il paese partendo proprio dalle risorse culturali creative millenarie. Creato nel 2021 e guidato da Otilia Frolu, il cluster conta 21 membri e tiene 11 licenze delle varietà di canapa. [4, 6]

Ad aprire il cammino da seguire è il Museo del tessuto a Băiţa

A far rivivere il florido passato della canapa tessile in Romania ci pensa anche il Museo del tessuto di Baita. Nato dal progetto di Floriza Zaharia, il Museo del tessuto appunta a sensibilizzare le persone sull’importanza che ha la canapa come materiale storico di valore soprattutto per la cultura rumena. Il percorso disegnato dal museo offre ai visitatori la possibilità di scoprire la bellezza del tessuto ricavato dalla canapa tessile, ma anche di farsi stupire da alcuni capi di abbigliamento in canapa di pregio come la camicia dei Monti Apuseni e della zona del Pădureni. [5]

La missione del museo è di raccogliere, conservare e condividere il sapere tradizionale tessile non solo con gli specialisti e gli appassionati, ma anche con il pubblico in generale. Per raggiungere questo obiettivo vengono proposte delle mostre tematiche che stimolano l’apprezzamento della canapa come tessuto unico nel suo genere. Non deve sorprendere, allora, che il museo sia nato grazie al recupero delle case storiche romene dove le tessitrici hanno trasformato la canapa in un’arma di resilienza di fronte alle avversità della vita quotidiana. [5]

Patzaikin: riscoprire e rivalorizzare

Il marchio rumeno è nato nel 2011 dal desiderio del fondatore Ivan Patzaichin, vincitore di numerose medaglie d’oro e d’argento ai Giochi Olimpici. L’obiettivo di Ivan e del suo team consiste nel promuovere, in primis a livello locale, ma poi anche internazionale, il suo design d’avanguardia e l’ecotecnologia per rivalorizzare le tecniche artigianali di produzione in articolazione con il design contemporaneo. Per questo Patzaikin ha creato un ecosistema dove i collaboratori lavorano in simbiosi nei diversi settori per lavorare la canapa tessile e promuovere la filiera sostenibile, rendendo nobile il lavoro storico delle tessitrici di canapa. [7]

A sottolineare l’importanza di questo ecosistema è stato Ivan Patzaichin, presidente dell'Associazione Ivan Patzaichin - Mila 23 insieme al vicedirettore Teodor Frolu, curatori della mostra tenutasi a Bucarest. L’associazione, nata insieme alla marca, si pone come obiettivo quello di aiutare lo sviluppo locale del delta del Danubio ed altre zone della Romania riportando alla luce le tradizioni del passato. La marca lavora esclusivamente con le fabbriche presenti localmente, valorizzando quindi anche il settore agricolo e la tradizione artigianale del popolo. [2]

De IONESCU

Un marchio di moda elegante, che si pone come obiettivo quello di sfidare lo status quo della moda fast fashion, che sta riportando la tradizione della canapa tessile in Romania è il brand De IONESCU.

Fondato nel 2019 dal Designer rumeno Ionuț Rus, il brand offre abbigliamento elegante in canapa tessile, in particolare giacche eleganti, militari, in denim, tutto rigorosamente 100% canapa, prodotta a mano e artigianalmente in Romania. Si tratta di giacche con uno stile classico ed autentico, che facilmente possono essere abbinate a diversi look, dall’elegante al casual. Inoltre, la composizione del materiale garantisce una durabilità nel tempo, e quindi uno stile unico e senza tempo che non va mai fuori moda. Negli ultimi mesi, il brand ha introdotto anche il pantalone da donna (in lino), sta sviluppando anche la parte di knittwear (ovvero abbigliamento lavorato a maglia) e ha anche lanciato la sua linea per la casa (tuttavia in altre fibre naturali come cotone e lino).

Per le sue creazioni, il brand utilizza esclusivamente la canapa tessile dalla Romania. Infatti, uno degli obiettivi principali del brand consiste nel far rivivere la lunga tradizione della coltivazione e lavorazione della canapa tessile nella zona della Transilvania. Infatti, la tradizione della canapa tessile in questa zona risale al periodo neolitico, ma anche qui, la canapa ha avuto una storia travagliata in quanto spesso associata soltanto al suo uso ricreativo. L’attuale emergenza ambientale unita all’industria della moda fast fashion, che come abbiamo visto diverse volte è una delle industrie maggiormente inquinanti, sta riportando in auge la necessità di materiali ecosostenibili e fibre naturali.

Infine, riporto anche un aneddoto interessante legato al logo del brand. Il logo di DeI IONESCU è l’uccello cucù che rappresenta viandante eterno che non fa mai un proprio nido, e questo simboleggia l’idea dell’Eterno Ritorno, come appunto la canapa tessile che torna sulle campagne rumene. [8]

Il blocco legislativo e la voglia di crescita nel settore della canapa tessile

Attualmente, ci sono diversi aiuti governativi e comunitari che hanno come obiettivo quello di sviluppare il settore dell’economia circolare, tra il quale ovviamente ricade anche la canapa industriale e la sua fibra, ma questo processo è stato notevolmente rallentato. La causa principale che rallenta la creazione di un mercato export florido è la legislazione nazionale che risulta ancora inadeguata e spesso contraddittoria, oltre l’ostruzionismo velato del Governo Centrale. Negli ultimi anni (dati 2017-2020) la Romania risulta uno dei top 5 esportatori dei prodotti di canapa industriale, preceduta sempre dai big three ovvero Francia, Cina e Stati Uniti d’America. Oggigiorno, circa 2000 ettari di canapa industriale sono coltivati in Romania. [9]

Il passo successivo, è sicuramente quello di rafforzare la propria posizione nell’industria della canapa, sia come produttore nazionale sia come esportatore.

Fonti e approfondimenti: 

[1] https://samorini.it/archeologia/europa/canapa-antica-europa/

[2] https://rowmania.ro/canepa-din-romania/

[2] EIHA, International Conference, June 2023

[4] Press release - ”Hemp – back to the future” - 3-27 June, National Peasant Museum in Romania

[5] https://muzeultextilelor.org/expozitii-curente/

[6] https://caneparo.org/

[7] https://patzaikin.com/

[8] https://deionescu.com/

[9] Commodities at a glance: Special issue on industrial hemp, 2023, Link

Foto: 

[F1] Foto di Jonny Gios su Unsplash

[F2] Foto di paul mocan su Unsplash

[F3] Foto di Michael Fischer from Pexel

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